CAPITOLO 29

A tutti i lettori: questo capitolo ha una caratteristica particolare, infatti non è stato scritto da me (Denav), ma da un amico e lettore 

che chiamo "Scap" http://profiles.yahoo.com/scapigliato_78 e che ringrazio per la piacevole collaborazione. 

Pertanto non è il protagonista Derek a narrare questo match ma lo spettatore Pablo detto "Scap". Personalmente mi è piaciuto

molto il suo stile fantasioso, ironico e descrittivo........... e lascio ora giudicare a voi stessi! 

Avevo conosciuto June un paio d'anni fa, quando insegnavamo nella stessa scuola. Avevamo avuto più volte

occasione di scambiare qualche chiacchiera e, tra le altre cose , mi aveva confidato la sua passione per la boxe. 

Beh, non avrei mai pensato di vederla come la sto vedendo adesso. Mi chiamo Pablo, ma per tutti sono Scap. 

Ogni tanto con June ci sentiamo ancora e un paio di giorni fa le ho mandato un messaggio dicendole che stavo 

passando per Brooklyn. Non immaginate la sorpresa che avevo avuto leggendo la sua risposta <<combatto 

al Dusty Moon, vienimi a vedere>>. Pensavo si trattasse di uno scherzo, ma presi comunque un taxi e, a fatica , 

spiegai all'autista, di origine armena, dove volessi andare. Arrivato sul posto, che sembrava essere stata una 

discoteca, in ritardo come al solito, per colpa del traffico e del tempo speso per intendermi col tassista. 

Riuscito finalmente ad entrare vidi June davvero su un ring, con top e gonnellino rosso, contro una donna 

(una bella donna, peraltro, che poi mi spiegarono essere ex coniglietta di Palyboy). E June sembrava davvero 

in difficoltà, colpita più volte fino a cadere addosso alle corde e rialzarsi per il conto di "8".

Alla fine riuscì a finire, stanchissima, l'incontro in piedi, ma la vittoria andò all'ex coniglietta. Dopo l'incontro raggiunsi 

la mia amica e Tim, il suo ragazzo, conosciuto anche lui un paio d'anni prima, negli spogliatoi. June era visibilmente 

stanca, con i segni dei colpi sul volto. Sopratutto era arrabbiata per come era finito l'incontro. Tim le ripeteva che 

la boxe non era per lei. Mi feci vedere. Mi riconobbero e sul volto stanco di June spuntò un sorriso. Decidemmo di andare 

a bere qualcosa e parlammo a lungo. Mi raccontarono di come avevano saputo del torneo, della caviglia di June 

che ne limitava le prestazioni e dell'ultimo incontro che l'aspettava, contro una studentessa universitaria di nome 

Rosalyn.  Conoscevo June, e sapevo che è una ragazza con un grande cuore, ma che ha bisogno di essere motivata  

a lungo.  Le ricordai di quando eravamo colleghi, in quell'ambiente difficile, pieno di bambini di famiglie problematiche. 

Le ricordai di come sembrava dovessimo mollare tutto, perché proprio non ce la facevamo. Le ricordai che invece 

decidemmo di tenere duro, e riuscimmo a trasformare molte difficoltà in una bellissima esperienza per i bambini e 

le famiglie. Vidi June sorridere ancora, e mi disse che era contenta che fossi lì per l'ultimo incontro. E, salutandoci 

la sera, mi disse che mi avrebbe fatto una sorpresa. E così eccomi ancora lì, in quella notte di Brooklyn, seduto a uno 

dei tavoli del Dusty Moon, arrivato stavolta grazie ad un tassista portoricano, con cui era stato più facile intendermi, 

a bere un Cuba Libre (quello che Sepulveda chiama “un eufemismo”) e a da attendere la sorpresa di June. 

Era  il momento del suo incontro. La prima a salire sul ring era  la sua avversaria, Rosalyn, con un bikini blu e degli shorts

di jeans. Ed ecco June...WOW, ecco la sorpresa: aveva sostituito il top rosso con un reggiseno nero aveva tagliato i

l gonnellino accorciandolo...restavano solo due lembi di stoffa davanti e dietro. Aveva  un'aria molto più da guerriera, 

e anche lo sguardo era molto deciso. Non ne capisco molto di boxe, so giusto che uno vince quando lui sta in piedi 

e l'altro va giù, ma non mi fu difficile riuscire a capire come stava iniziando l'incontro. Le due si erano avvicinate al

centro del ring, ma Rosalyn mi sembrava un po' più agile. Ed infatti iniziò a punzecchiare June, che faticava a trovare

la concentrazione adatta. Fatto sta che colpo dopo colpo Rosalyn diventava sempre più confidente, costringendo 

June a ripararsi dietro i suoi guantoni.

I sostenitori della studentessa la incitavano dopo ogni colpo, quelli di June le urlavano di reagire. E lo stesso Tim

la invitava a fare qualcosa. June scuoteva la testa e, nel cercare di schivare l'ennesimo attacco della rivale, la mia

amica appoggiava male il piede, proprio quello della caviglia malandata. Perdendo l'equilibrio e cadendo all'indietro. 

Alcuni del pubblico iniziavano a rumoreggiare, pretendendo che l'arbitro iniziasse a contare. La stessa Rosalyn sorrideva 

soddisfatta. Ma l'arbitro fece cenno che era scivolata. E ora June era a terra, seduta, a digrignare i denti e a toccarsi 

quella caviglia che l'aveva così limitata nel torneo. Sapevo che è una che non molla facilmente, ma giurerei di averle 

perfino visto una lacrima, non so se di dolore o di rabbia, rigarle il volto. 

Mentre Rosalyn sorrideva ancora e scherzava con qualche avventore, che si complimentava con lei per aver messo

l'avversaria con <<il culo per terra>> in così breve tempo, June a fatica, aiutandosi con le corde, riusciva a rimettersi

in piedi e cercava di fare un po' di stretching, per alleviare il dolore della distorsione e provare a continuare a 

combattere. Qualcuno dal pubblico le gridò <<ritirati, che è meglio>>; l'arbitro le si avvicinò per domandarle qualcosa. 

Un tizio seduto al tavolino accanto al mio mi spiegò che June doveva decidere se abbandonare l'incontro e 

continuare, e doveva deciderlo in quel preciso momento. 

Vidi la testa di June fare segno di sì, che se la sentiva di continuare e, stringendo i denti e zoppicando, saltellando 

praticamente solo sull'altra gamba perché  non riusciva ad appoggiare quella infortunata, voltarsi verso Rosalyn 

per continuare l'incontro. La studentessa le girava ancora intorno,, cercando lo spiraglio giusto, ma June riusciva 

a chiudere il round in piedi, abbracciando anche un paio di volte la rivale per fermarne l'azione (mi hanno detto che 

quella tecnica si chiama “clinch”).

Nell'intervallo Tim si preoccupò di sincerarsi delle condizioni della sua ragazza, tentò un massaggio, spruzzò anche 

del ghiaccio per ridurre il dolore e, con del nastro adesivo, cercò di stringerle ancora di più la caviglia, avvolgendolo 

sopra la fasciatura che già aveva. June scuoteva la testa e stringeva i denti, ma voleva continuare.

Nel secondo round Rosalyn si rifece sotto, confidando nel vantaggio datole dalla caviglia infortunata dell'avversaria. 

June era ancora in difficoltà; gli spostamenti laterali le provocavano dolore, e questo non le consentiva di essere 

abbastanza concentrata, lasciando pericolosi spiragli per l'avversaria, come quando Rosalyn la costrinse alle corde e 

riuscì a colpirla con un destro alla mascella. 

June accuso il colpo, ma riuscì, seppure a fatica a togliersi dalle corde e a rintuzzare i successivi attacchi 

dell'arrembante studentessa, concludendo in piedi anche il secondo round. L'atmosfera era rovente, il pubblico 

vociava, incitava le due ragazze, qualcuno le invitava a spogliarsi. June, all'angolo, respirava affannosamente mentre 

Tim le parlava massaggiandole ancora la caviglia. Capii che avevo bisogno di un altro Cuba Libre.

Il terzo round iniziava con June e Rosalyn che prendevano ancora il centro del ring. La mia amica sembrava zoppicare 

ancora, ma meno  di prima, e riusciva a contrastare gli attacchi dell'avversaria. La studentessa aveva speso molto 

nelle prime due riprese, cercando il colpo decisivo approfittando della zoppia della mia amica, senza peraltro riuscirci, 

e ora probabilmente pagava questa eccessiva aggressività con una maggiore stanchezza. Meno agile di prima aveva 

perso il suo vantaggio rispetto a June, limitata dalla caviglia, e ora le due ragazze combattevano in maniera molto 

più statica. E qui June, grazie alla sua tecnica, riusciva a tenere testa alla rivale, trovando un bel sinistro al volto di 

Rosalyn dopo aver bloccato a suo volta un sinistro. 

Lo scambio di colpi era molto inteso; nessuna delle due combattenti voleva arretrare di un passo. Fino a quando il gong 

sancì anche la fine del terzo round, in contemporanea con la fine del mio secondo Cuba Libre. L'espressione delle due

ragazze all'angolo era mutato; Rosalyn respirava affannosamente, il suo bikini blu si muoveva su e giù, mentre ascoltava 

attentamente le istruzioni del secondo; June stringeva  ancora i denti per il dolore, ma stavolta c'era anche un sorriso 

nei suoi occhi; intuiva che forse ce la poteva fare.

Il quarto round vedeva ancora Rosalyn all'attacco, ma meno lucida che in precedenza. E infatti June riusciva a parare

i suoi colpi e , passo dopo passo, a farsi avanti, trovando spazi nella guardia della confusa avversaria, fino a costringerla 

alle corde e trovare un destro al volto che fece traballare la studentessa, 

che scivolò via per evitare peggiori conseguenze. Sfruttando quel poco di mobilità in più che le era rimasta, Rosalyn 

cercò di evitare gli attacchi di una rimotivata June. Stavolta all'angolo June, seppure stanchissima, con il ciuffo di 

capelli che le si attaccava sulla fronte, sorrideva timidamente, mentre Rosalyn scuoteva il capo quando il suo secondo 

le parlava. Avevo bisogno di un Porto ma, quando la cameriera mi disse che non ne tenevano, optai per un altro 

“eufemismo”. Nel quinto round le due ragazze erano ormai provate, avendo dato quasi tutto quello che avevano. 

Sarebbe bastato un colpo fortuito a fare la differenza, a tracciare il confine tra una sconfitta  e una vittoria. 

Rosalyn non aveva più la freschezza dei primi round, quando continuava  ad attaccare June senza fornirle un bersaglio

fisso. June, dal canto suo, ancora dolorante per la caviglia, non poteva certo puntare sulla mobilità. 

Le due cominciarono a distanza, poi lentamente si avvicinarono. Rosalyn sapeva di avere probabilmente un leggero 

vantaggio, mentre June doveva tentare il tutto per tutto. Si scambiarono i primi colpi, sempre più ravvicinati. 

Rosalyn abbassava la testa per proteggersi meglio, mentre June la incalzava lavorandone i fianchi e cercando 

un'apertura. Fino a quando non trovò lo spazio per un montante sinistro che colpì il volto della studentessa. 

Rosalyn, forse più per la stanchezza che per l'effettiva durezza del colpo, barcollò e piegò le ginocchia, appoggiando 

anche le mani a terra; lasciò cadere il paradenti e respirò affannosamente, scuotendo la testa e cercando di riprendersi.

June si diresse all'angolo per il conteggio, mente il pubblico faceva un bordello che sembrava capodanno. 

C'era chi inneggiava a June, chi invitava Rosalyn ad alzarsi. C'era anche chi diceva alla studentessa cosa gli ispirava 

vederla in quella posizione, ma è meglio soprassedere. A fatica Rosalyn si alzo all' "8", e nonostante tutto, abbracciando 

l'avversaria un paio di volte, riuscì a terminare l'incontro in piedi. 

Non appena il match finì, Tim corse ad abbracciare June  e i due si strinsero forte, in attesa del verdetto dei giudici. 

Erano attimi di grande incertezza; le due ragazze avevano dato tutto in quello che era il loro ultimo incontro in questo 

torneo, ed entrambe potevano essere soddisfatte di quanto avevano fatto e dello spettacolo che avevano offerto. 

Alla fine questo fu il risultato:

NAME Round 1 Round 2 Round 3 Round 4 Round 5 RESULT
JUNE 9 9 10 10 10 48
ROSALYN 10 10 10 9 8 47

June aveva vinto, per un solo punto ma aveva vinto. Decisivo era stato il crollo di Rosalyn nell'ultima ripresa. Festeggiò 

con Tim, poi, in un gesto molto sportivo, andò ad abbracciare anche la sua avversaria. La raggiunsi negli spogliatoi, 

complimentandomi con lei per la vittoria, mi ringraziò. Dicendo che in parte era anche merito mio, che ero riuscito 

a motivarla. Le chiesi cosa avrebbe fatto ora, mi rispose che avrebbe potuto sposarsi con Tim, trasalii, ma mi sorrise 

come per dirmi “sto scherzando...o forse no!”. La salutai calorosamente, ma il giorno dopo avrei dovuto prendere l'aereo 

e avevo ancora mille cose da preparare. Ci promettemmo che ci saremmo rivisti presto. Mi invitò a rimanere a seguire

il resto degli incontri, ma veramente non ne avevo tempo. Mi regalò la stoffa che aveva tagliato via dal gonnellino, 

uscii e chiamai un taxi. Tassista di origine polacca che, vedendomi già alticcio, mi offrì un sorso della “Grappa del 

Bisonte” che aveva nel cruscotto. E mi riaccompagnò all'albergo.


CHAPTER 29

The next fight in the final series of this tournament was a bout between Rosalyn and June. Since they were ranked 

below Teresa in the standings, the outcome of their match would not affect her; therefore I suggested that she stay 

home and enjoy some time together with Jimmy while Billy and I attended the fights. She agreed with my suggestion 

so we took our leave and got ready to watch the evening's program. June was the first fighter to enter the ring and it 

was immediately apparent that she had made some very appealing changes to her ring attire. She wore a new 

sensual strapless black bra with transparent trim that accentuated and highlight her very firm and shapely breast. 

It was a most appealing acessory to the new red and gold fight skirt that covered the pelvic protector while 

accentuating the firm abdomen and buttocks of June's athletically toned torso. Although the flames that had 

decorated the earlier fight skirts were missing this new look magnified her overall feminity with even greater appeal. 

Her legs were encased in shimmering darker black panty hose that gave her the overall knockout looks that the male 

fight fans could not fail to appreciate. As she was introduced to crowd, the audience let her know that these costume 

changes had met with their most attentive approval by the raucous cheers and whistles they produced. 

With the brassy clang of the  bell, the two women came together for the opening round of this fistic encounter. 

Rosalyn was particularly aggressive right from the start intendingto keep the pressure on June so she could not initiate 

her own fight plan. 

Moving defensively away from the attacking  teenage University student June twisted her taped left ankle causing her 

to fall painfully downward to the dusty canvas. Rosalyn was rewarded for her aggression by recording the first 

knockdown of this confrontation. 

Rosalyn's right cross grazed the head of her rival as she tottered backward on way down. Sitting upright on the ring 

mat, she she massaged her injured ankle with both gloves in an attempt to relieve the pain. She also tried to flex 

the ankle to determine how it would respond.  

With ginger movements she rose and hobbled unsteadily over to the ring ropes where she supported her body weight 

over the top strand and the referee questioned her. He asked whether she would attempt to fight on, or agree to retire 

from the match because of her injured limb. 

Her answer to his query was to fight on. She displayed her courage and toughness by surviving the continued assault 

of her rival until the final bell for round one sounded. During the break between rounds one and two, her boyfriend / 

second massaged and ministered tothe throbbing ankle.  He applied a tight wrapping of white adhesive tape over 

the athletic support sock already on the ankle. When the bell announced the commencement of round two, June 

advanced to face the challenge of another round of competition. Rosalyn did not allow June any respite throughout 

the second round. June stood her ground and attempted to defend against her attacker in the best way she could.  

She took many painful blows from the blue-gloved brunette who was tring her best to drop the gritty nursery teacher.

By the third round, June was moving slowly but adding more power to her punching volleys. She realized that she must 

counter the scoring advantage of Roslyn by fighting back with everything she had in her arsenal. Her fighting heart 

would not admit defeat, she still had the competitive fire to win this match.  The result was a very evenly fought round 

between the two combatants. 

As the fight continued into the fourth stanza, Rosalyn showed the first signs of fatigue. Her aggressive campaign 

throughout the three earlier rounds had drained her of much of her energy so her pace had slowed down and made 

her vulnerable to the power shots from June. June could sense this opportunity to establish her dominance as she fired 

stinging jabs and painful hooks that added tothe fatigue of the faltering brunette. 

Fighting on into the fifth and final round, the two tired women had to dig deep into their inner reserves to try and 

achieve a victory in this exhausting struggle. June showed that she had that little something extra that allowed her 

to fight byond her pain and fatigue. Punching steadily she propelled her adversary backward into the strands.  

A crunching right cross to the temple, drove Rosalyn's head back over the ropes. Setting herself to get maximum 

leverage, June rocketed a sizzling left uppercut to the lowered head of her foe. 

Rosalyn fell awkwardly to her knees. Leaning forward from her kneeling position she placed her gloves down on the floor 

to support her upper body while she allowed her mouthpiece to fall from her open lips to the mat. She gasped seeking 

to inhale more precious oxygen into her depleted lungs.  The referee directed June who paced slowly to the assigned 

neutral corner. 

By the count of eight Rosalyn had gotten to her feet and received approval by the referee to continue the fight.

For the remainder of the round, the two weary battles leaned against one another grappling and throwing leaden 

punches to each other's side and belly. They both hugged warmly when the round ending bell sounded and they 

displayed the respect each held for the other. They were not alone in their expressions of appreciation for the boxing 

patrons stood and applauded the two game warriors for their tremendous effort. They made it clear by their rousing 

cheers that the women had given them considerable pleasure and  greater admiration for the fight they had 

just witnessed. Billy and I couldn't have agreed more. We picked up a copy of the round by round scoring  results 

to show Teresa on our return home.

NAME Round 1 Round 2 Round 3 Round 4 Round 5 RESULT
JUNE 9 9 10 10 10 48
ROSALYN 10 10 10 9 8 47