CAPITOLO 12

Erano passati dieci giorni dal primo allenamento e a forza di ripetere ogni giorno lo stesso tipo di esercizi, Teresa aveva

acquistato una certa agilità e resistenza. Perciò quella sera mi convinsi che era giunta l'ora di cominciare a prendere

confidenza con i guantoni, ma ciò che comunque mi fece prendere questa decisione fu la scena che si ripeteva

puntualmente tutti i giorni: ad ogni inizio allenamento, quando Teresa entrava in camera dava un'occhiata ai

guantoni desiderosa di indossarli e poi mi guardava come per dire <<Hey coach, questa sera li posso usare?>>,

regolarmente io incrociavo le braccia e scuotevo la testa dopodichè le porgevo la corda. La scena era comica perchè

sembravo il padre che impediva alla figlioletta di giocare con le bambole, d'altronde lei mi guardava con un'aria proprio

da fanciulla innocente. So cosa vuol dire quando qualcuno ti impedisce di fare qualcosa che desideri tanto, a me

succede lo stesso con gli alcolici: quando sono nei periodi di dieta (pochissimi giorni all'anno) mi capita ogni sera di aprire

il frigo e vedere nel ripiano più alto le mie birre tutte ben schierate e divise per marca, sono un vero e proprio richiamo

ma quando sto per cedere alla tentazione compare la faccia del mio dietologo che punta gli occhioni e mi sussurra:

<<Cosa fai? Metti giù quella bottiglia!>>

Perciò quando Teresa mi guardò quella sera, non volli passare per il mio spietato dietologo e decisi di dirle di sì, perciò

annuì con la testa e allargai le braccia in segno di permesso concesso. Lei restò attonita perchè non si aspettava un

mio "sì", quindi mi chiese:

<<Sul serio? Questi tuoi gesti significano che posso indossare finalmente i guantoni?>>

<<Sì questa sera finalmente te li potrai infilare!>>

<<Oh per fortuna, ero arrivata ormai a credere che non volevi farmeli usare perchè sono il "modello Laila Ali"

e non vuoi che te li rovini!>>

<<Ah, ah bella questa! Pensa invece che magari fra un pò di tempo sarà Laila Ali che userà i "modello Teresa"!>>

Entrambi ci ridemmo sopra, poi pensai che era ora di cominciare l'allenamento è perciò le dissi:

<<Ok, ora si inizia, ma prima di infilarti i guantoni facciamo un pò di teoria e pratica a mani nude.

Perciò nei prossimi dieci giorni l'allenamento sarà diviso in tre parti: 15 minuti di riscaldamento con salto della corda

e addominali, 15 minuti di teoria su come portare i colpi e 30 minuti di sacco>>

Ora Teresa era "una bambina soddisfatta" e fu felice e ansiosa di iniziare il nuovo tipo di allenamento e trascorso

il quarto d'ora di riscaldamento, passai a spiegarle la teoria di come portare i colpi. Prima di tutto le fascia le mani e

le insegnai la posizione di guardia, poi con le mie mani le piegai il braccio e le feci fare il movimento meccanico di 

come un diretto andrebbe tirato.

Teresa era molto attenta e non ci mise molto a capire il movimento, perciò dopo alcune esecuzioni guidate,

le lasciai il braccio e fu libera di portare i primi diretti da sola. E così fu anche per il resto delle tecniche, perciò

dopo una ventina di minuti Teresa conosceva già come eseguire diretti sinistri (jab), diretti destri (cross), ganci (hook)

e montanti (uppercut). Quindi per affinare i movimenti mi misi anch'io a simulare i colpi mentre lei mi imitava.

<<Ecco Teresa, ora piega le gambe, alzati leggermente e fai partire l'uppercut caricando il colpo con la spalla destra,

perchè ricordati che è la spalla che da potenza al colpo, non il braccio! Il braccio deve rimanere saldamente piegato,

mentre è la spalla che ruota e carica il colpo. Ok? Ecco guarda come faccio io!>>

Dopo un quarto d'ora di movimenti arrivò il momento che Teresa attendeva da 10 giorni:

<<Bene ora Rocky è arrivato il tuo momento: infilati i guantoni!>>

<<Oh finalmente, non ci posso credere!>> Teresa indossò i guantoni marroni e li assestò sbattendoli uno contro l'altro.

<<Sono apposto? Li senti belli aderenti? La mano non deve ballare all'interno e la fasciatura deve tenere il polso ben

rigido!>> le chiesi e lei mosse la testa in segno affermativo.

<<Bene>> continuai io <<ora pian piano ripeterai tutti i colpi che hai imparato fin'ora, solo che questa volta invece

di andare a vuoto, colpirai il sacco. Mi raccomando, vai per gradi, non pensare alla potenza ma alla tecnica, perciò

non colpire forte il sacco ma concentrati sull'eseguire il movimento lentamente e tecnicamente corretto!>>

<<Ok capo>> rispose lei e cominciò a tirare i primi colpi al sacco.

Dopo aver preso confidenza io le dissi:

<<Bene, ora aumentiamo. Tu mettiti in posizione e io reggo il sacco, io ti chiamo il colpo e tu lo esegui aumentando

velocità e potenza dopodichè torni subito alla posizione inziale. Sei pronta? ......... Sinistro .................. Destro ..................

Gancio sinistro .................. Gancio destro .................. Montante sinistro .................. Montante destro>>

<<Come vado Derek?>>

<<Brava, continua così, stai andando molto bene, ripeti questi colpi un paio di volte>>

Visto che Teresa stava imparando molto velocemente pensai che ormai fosse arrivato il momento di eseguire

i colpi in maniera definitiva, perciò la esortai: 

<<Ok campionessa stop.............. bravissima! Ora fammi vedere se sei una picchiatrice! Io chiamo i colpi e tu scarichi

tutta la tua potenza mentre io tengo fermo il sacco. Ma ricordati che la potenza non deve andare a scapito

della precisione del movimento e ricordati anche che, quando tiri il colpo, il pugno deve essere ben chiuso, perchè

se la mano si piega rischi di slogarti i polsi. Sei pronta? Forza ......... Destro ..................Ancora .................. Gancio Sinistro

.................. Montante destro .................. Sinistro .................. Gancio Destro e montante sinistro ..................>>.

Teresa era molto concentrata e determinata e fui impressionato perchè non mi aspettavo che potesse essere così

potente nei colpi e io dovevo usare parecchia forza per tenere fermo il sacco. Indubbiamente i suoi 69kg incidevano

sulla sua potenza ma c'è da dire che lei aveva imparato benissimo la tecnica dei colpi e sapeva fondere e sfruttare

benissimo queste due caratteristiche. Teresa aveva preso un ritmo molto deciso e sicuro perciò decisi di non chiamarle

più i colpi e lasciarla decidere da sola che combinazioni portare.

<<Bene campionessa! Vedo che te la cavi divinamente, così colgo l'occasione per andare a vedere a che punto

del gioco è arrivato Jimmy, mentre tu continui qui>>.

<<Ok>>. Per me questo gesto aveva un doppio scopo: da una parte avrei dedicato 5 minuti a Jimmy per evitare

che si sentisse abbandonato anche se sapevo che era in ottima compagnia di Starsky e Hutch, dall'altra parte

avrei avuto modo di "spiare" Teresa mentre si allenava senza che lei sentisse la pressione di qualcuno che la osservi

e di conseguenza sarebbe stata più naturale nei movimenti. E infatti feci proprio così: trascorsi una decina di minuti

assieme a Jimmy e dopo alcune scorribande sulla Ford Torino, gli dissi:

<<Jimmy ti va di vedere come si sta allenando la mamma?>> lui rispose di "sì" incuriosito, perciò continuai:

<<Allora seguimi, ma per non disturbarla la osserveremo di nascosto come due agenti segreti>>.

A Jimmy piacque l'idea e ci mettemo vicino alla porta socchiusa. Notai che Teresa aveva aumentato il ritmo

e portava una successione di colpi precisi, potenti e costanti.

Jimmy fu sorpreso a vedere la madre così impegnata e mi guardò sorridendo, perciò gli sussurrai:

<<Hai visto cosa sta facendo la mamma? E' o non è brava?>>

Egli non seppe trattenere l'orgoglio di avere una madre così brava perciò gridò:

<<Sei brava mamma!>> Teresa si fermò e fu stupita quando scoprì che la osservavamo di nascosto, sorrise e disse:

<<Cosa stavate combinando voi due?>>

<<Jimmy ora abbiamo scoperto che non conviene far arrabbiare tua madre, perciò visto che tu sei più influente

di me, corri subito a coccolarla così siamo salvi!>> Jimmy non si fece pregare e corse ad abbracciare Teresa.

Lei lo attese in ginocchio e lo strinse forte a se, Jimmy le accarezzò i capelli e le disse: <<Ti voglio tanto bene mamma!>>

Teresa allentò la presa, lo guardò e rispose: <<Io più di te!>>

Per lasciarli un pò nella loro intimità mi limitai ad incrociare le braccia sorridendo restando appoggiato allo stipite

della porta, poi dissi loro:

<<Bravo Jimmy, ora aiuta la mamma ad alzarsi perchè è stanca, dalle una mano a togliersi guantoni e bende

e poi accompagnala a casa........ ma non essere troppo servizievole con lei altrimenti la vizi e stanotte sicuramente

vorrà che le rimbocchi le coperte e le racconti una fiaba! Ah ah!>>

Teresa scosse la testa e mi disse: <<Sei sempre il solito burlone....... o forse sei solo invidioso?>>

Io le feci l'occhiolino e risposi: <<Stai attenta Teresa, che potrei vendicarmi nell'allenamento di domani>>


CHAPTER 12

Ten days after her first training, Teresa was in good enough condition  so I decided it was time to start

the boxing training. First of all I taught her proper boxing stance and movement.  Techniques for throwing

the proper punches like jabs, hooks, crosses and so forth.

How to throw an uppercut…

She learned them very fast, so I said:

<<Great, Darling! Now you are finally ready to wear the gloves.>>

<<Oh my God! I can’t believe it. Finally I can wear my first pair of boxing gloves!>> Teresa responded.

Next, we started to work on the heavybag.

She was concentrating very hard and learning fast, so I left her for short periods to continue independently,

while I went to check on Jimmy.

<<Come on Jimmy, come with me to see how tough your mama is, but don’t disturb her.>>

We were hidden behind the door watching Teresa throwing hard punches.

Jimmy could not contain his surprise and shouted: <<Mommy, you are so cool!>>

He ran to embrace her. She was happy to see him and she kissed her son.

I was happy to see this scene. Who wouldn’t be smiling to see such a love scene between a Mother and her child?

<<Ok Teresa, the training is finished for tonight.   It is time for you and Jimmy to say, “That’s all folks!”>>